Delusione da Roberto Benigni, quasi bipartisan
Mai come in questo periodo avevamo sentito parlare di Ventotene, qualcuno è dovuto andare su Google per capire di cosa stavamo parlando. Coincidenza o meno in questi giorni, infatti, prima la Meloni poi Benigni ne hanno parlato, la prima con fare denigratorio e sferzante, il secondo con la sua indiscutibile oratoria ne ha esaltato il sogno.
Devo dire la verità non mi sono piaciuti nessuno dei due, sicuramente Benigni, fosse solo per l’affetto che mi lega al fu dissacrante comico fiorentino, l’ho ascoltato un po’ più volentieri, ma non posso non rimanere deluso dalle sue parole. Per quanto riguarda la Meloni non so neanche se commentare.
Ventotene ha rappresentato un luogo di sofferenza dove, mentre ormai l’Europa riunificata dal nazismo pareva irriformabile definitivamente persa, dei sognatori decisero di costruire una visione alternativa, segnare una strada diversa un’Europa di pace e di speranza. Solo per questo se contestualizzato è evidente come queste donne e uomini abbiano costruito una realtà, un’idea che pareva realmente un sogno, un’utopia e forse per molti aspetti lo è ancora. Mentre in Italia gli antenati della Meloni tra cui anche l’osannato Ammirante pochi anni prima scrivevano il manifesto della razza alcuni socialisti, liberali, comunisti, cristiani sociali pensavano e disegnavano un futuro migliore.
Quindi che dire il tema sicuramente si lascia andare a meravigliose interpretazioni e raffigurazioni di donne e uomini ma in qualche maniera anche Benigni pare lasciarsi trasportare in alcuni momenti da quello stucchevole conformismo con qualche accenno di revisionismo storico per essere quasi bipartisan. Come il rovescio della stessa medaglia se da una parte la Meloni ne esalta negativamente gli aspetti di ispirazione socialista, Benigni li sorvola questi aspetti esaltando un’Europa che non c’è, vede un sogno che non c’è, le critiche paiono velate nemmeno accennate sul tema del riarmo ad esempio. Uno stucchevole accenno al parallelismo tra comunismo e nazismo come piace proprio a questa Europa, mi viene allora in mente la famosa immagine di Berlinguer in collo a Benigni e allora Roberto forse è proprio il caso che lo lasciarlo Enrico e continuare sulla tua strada qualunque sia.


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