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La solita routine: più di una guerra

Andrea Malpezzi 19 Luglio 2025

Dopo la telenonata di scuse al Papa per aver colpito “per errore” una chiesa cristiana, l’esercito di Netanyahu torna alla sua routine: le stragi quotidiane di palestinesi che cercando di procurarsi del cibo. Anche oggi decine di persone sono stati uccise mentre tentavano di raggiungere i centri di distribuzione alimentare gestiti dalla Gaza Humanitarian Foundation (GHF), l’organizzazione sostenuta da Israele e Stati Uniti. Secondo fonti sanitarie e testimoni oculari di vari media internazionali, almeno 32 persone sono rimaste uccise dai colpi sparati dai soldati israeliani.

L’episodio, riportato dall’Associated Press e confermato anche da fonti dell’AFP, si è consumato nei pressi di due hub della GHF, a Khan Younis e Rafah. 

“Volevamo solo un po’ di cibo”, ha raccontato Abdul Aziz Abed, 37 anni, all’AFP. Era arrivato nella zona di Al-Tina, Khan Younis, all’alba, con cinque familiari. È tornato a mani vuote e col suono dei proiettili nelle orecchie. “Ogni giorno è così: proiettili e stanchezza. Nient’altro.” Un resoconto crudo, che si somma a quello di centinaia di palestinesi che da settimane raccontano la stessa storia: aiuti che non arrivano, oppure che arrivano scortati dai fucili puntati proprio contro chi ha fame.

articolo tratto dall’Agenzia Dire www.dire.it

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