Se c’è un merito indiscusso del governo israeliano è quello di aver fatto appassionare migliaia e migliaia di persone in tutto il mondo alla questione palestinese. Le atrocità compiute da Israele negli anni si sono ormai svelate e sono apparse ai più tant’è che rimane difficile non simpatizzare per il popolo palestinese, persino Tajani ha dovuto ammettere che è necessario un riconoscimento dello stato della Palestina, anche se non è il momento. Certo qualcuno potrebbe obiettare e far presente al nostro Governo se non ora quando visto che tra un po’ si riconoscerà il nulla perché di questo si parla di riconoscere uno stato che non esisterà più probabilmente. Le manifestazioni che si sono alternate nei mesi e gli scioperi hanno visto sempre di più una maggiore affluenza e una maggiore adesione da parte degli italiani. La giornata del 22 settembre è stata bellissima se non fosse che la piazza piangesse i morti e i soprusi operati al popolo palestinese, ma un entusiasmo così ed una partecipazione attiva e convinta di tante e tanti giovani devo dire la verità era da un po’ di tempo che non la vedevamo. La questione palestinese ha riacceso un po’ di umanità forse, ed ha riacceso anche un po’ di sano sdegno verso le spinte imperialiste e disumane alle quali ormai da anni siamo abituati, almeno lo spero. Sicuro che vi è una risposta decisa della cosiddetta società civile (termine che odio) davanti ad un Governo ed un Europa assenti sui temi della pace e dei diritti, ma direi anche davanti ad un’assenza prolungati di sindacati e partiti sul tema, la società ha dettato l’agenda e quest’ultimi hanno colto l’importanza successivamente come nel caso della Global Sumud Flotilla, un’autorganizzazione di sdegno popolare direi.
Poi vi è un mondo però di totale indifferenza e a tratti anche comprensione rispetto a ciò che succede, non volendo addentrarmi sulle colpe storiche di quello stato o dell’altro penso sia determinante ristabilire quali sono i limiti di umanità e di disumanità, stabilire che esistono delle leggi delle convenzione scritte e non direi anche leggi che ci siamo dati come Occidente e su quelle dobbiamo ritornare e riconoscere che chi esce da quel perimetro sbaglia e non ci sono ne’ se ne’ ma.


La solita routine: più di una guerra
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