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Esistere senza essere: triste storia dell’UE

La debolezza dell’Europa? Purtroppo l’Europa stessa, che deve interrogarsi sul suo futuro ma soprattutto sul suo presente

Stefano Fossati 15 Aprile 2022

L’Unione Europea risolve brillantemente il conflitto interiore di Amleto, diviso tra “essere o non essere”, in quanto l’UE riesce, più o meno serenamente, ad essere e non essere contemporaneamente. 

L’idea dell’UE affonda le sue radici nell’orrore generato dei nazionalismi, che nel ‘900 raggiungono il loro apice e mostrano a pieno quali siano le loro naturali conseguenze, ovvero guerre spaventose (la prima e la seconda guerra mondiale), sofferenze inaudite, morte e distruzione.  Quella che emerge dalla resistenza e dalle macerie della guerra, è una Europa che sia un alternativa politico-istituzionale al nazionalismo. L’idea che guida Altiero Spinelli e Ernesto Rossi nella redazione del manifesto di Ventotene, è quella di raccogliere la spinta popolare internazionalista, la richiesta di pace e di fratellanza tra i popoli, l’aspirazione alla giustizia e alla libertà e incanalarla dentro un progetto istituzionale che desse vita a un’Europa federale. In questa nuova Europa, più simile agli Stati Uniti d’Europa, che a quella che poi è diventata l’UE, gli stati federali avrebbero avuto funzioni di amministrazione locale con un certo grado di autonomia, mentre gli interessi economici, il governo e la difesa sarebbero stati gestiti dal governo centrale, che aveva una autorità diretta in queste materie. Parallelamente a questo, si sarebbe dovuta sviluppare una identità sociale e politica europea in cui i cittadini sarebbero stati in primis Europei, come oggi succede con i cittadini Statunitensi e gli interessi di tutti i paesi federati europei sarebbero stati comuni e liberi dai particolarismi nazionali. 

Di questo sogno di libertà, pace e fratellanza e del progetto antropologico di un uomo con una costruzione identitaria internazionalista, cosa si è realizzato? Gli Stati Uniti d’Europa sono stati travolti dagli interessi statunitensi ad avere un’Europa debole e asservita, che rappresenti una potenza solo dal punto di vista economico, ma che per il resto sia del tutto subalterna a gli USA; dall’ideologia per cui l’economia di mercato è l’unica cosa che conti e dalla generale ubriacatura della globalizzazione, che ha ucciso definitivamente ogni possibilità di identità culturale al di fuori del mercato e che ha spazzato via le aspirazioni di giustizia sociale, solidarietà e pace fra i popoli. Il risultato diretto di tutto questo è il nuovo ritorno dei nazionalismi, una UE frammentata in mille interessi nazionali e la disillusione generale verso quella Europa. Poiché questa è, di fatto, solo un incomprensibile guazzabuglio di accordi economici, trattati economici e clausole da Azzeccarbugli, che è difficilmente possono emozionare qualcuno, dargli un’identità o suscitare una qualsiasi passione politica o filantropica. Anche prima dello scoppio della guerra tra Russia e Ucraina era chiaro che questo tipo di Europa era ad un inesorabile tramonto, ma dopo questo tragico cambio di scenario geopolitico, risulta impensabile che questa UE possa sopravvivere. L’Europa è ad un bivio, o decide ora di diventare gli Stati Uniti di Europa, o semplicemente non sarà più. 

Category: Società, TopTag: Europa, Putin
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